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Solidarietà dello SLAI Cobas ai lavoratori Atesia in lotta: comunicato del Collettivo Precariatesia

Comunicato stampa del Collettivo Precariatesia per lo sciopero contro i licenziamenti di 4 lavoratrici e contro l’applicazione di un accordo firmato dai sindacati confederali

 

Venerdì 19 gennaio 2007 in Atesia è indetta una giornata di sciopero. Le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori hanno deciso questo sciopero per rispondere al licenziamento (taciuto da tutti) di quattro lavoratrici a tempo indeterminato e per ribadire il no alll’accordo truffa firmato da azienda e sindacati confederali che, invece di stabilizzare, garantirà ulteriore precarietà e povertà ai lavoratori.

Riassumiamo brevemente quello che è avvenuto: il 1 gennaio dell’anno scorso la direzione di Atesia modificò unilateralmente l’orario di lavoro a tutti i part-time a tempo indeterminato, senza concordarlo con i lavoratori interessati come previsto dalle leggi e dal CCNL. Alcune lavoratrici, per le quali i nuovi orari non erano in alcun modo conciliabili  con i tempi di vita personali, comunicarono all’azienda che, in assenza di una soluzione concordata, avrebbero proseguito le matrici sottoscritte al momento dell’assunzione a part-time. Dopo un anno di vessazioni e minacce, venerdì 12 gennaio u.s. l’azienda ha comunicato il licenziamento a 4 di queste colleghe.

Guarda caso questo ennesimo sopruso di padron Tripi avviene a un mese esatto dalla sottoscrizione dell’accordo tra Gruppo Almaviva e sindacati confederali per la “stabilizzazione” di 6300 contratti, tutti part-time, di cui 2800 riguardanti Atesia. Il segnale è chiaro e non riguarda solo coloro a cui è stato comminato il licenziamento ma anche le centinaia di lavoratrici e lavoratori con contratto part-time di Atesia/COS e, soprattutto, le migliaia di precari che si apprestano a sottoscrivere i nuovi contratti part-time.

Altro che contrattazione di 2° livello e/o stabilità nei turni! Tripi intende disporre totalmente delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro tempi di vita nelle 24 ore di ogni giorno per 365 giorno l’anno. Questo in cambio di circa 7000 euro l’anno, un reddito al di sotto della soglia della povertà che è impossibile non definire precarietà.

Ricordiamo che solo 20 giorni fa l’accordo è stato bocciato dai lavoratori attraverso un referendum gestito dalla stessa Cgil. E’ quindi chiara la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per questo scioperiamo contro i licenziamenti e contro l’applicazione di un accordo che, se verrà applicato così com’è, ci condannerà ad una condizione di povertà stabilizzata, a tempo indeterminato e con turni di lavoro insostenibili.

 

Assemblee dei lavoratori alle 12,00 e alle 16,00 durante le quali verranno distribuite copie del verbale dell’ispettorato del lavoro, e saranno occasione per manifestare la nostra solidarietà alle lavoratrici licenziate.

 

 

 La piattaforma delle lavoratrici e dei lavoratori:

 

  • Contratti a tempo indeterminato full o part-time a richiesta del lavoratore
  • Turnazioni fisse
  • Contrattazione sul pregresso
  • Reintegro di tutti i licenziati

http://precariatesia.altervista.org