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SLAI Cobas Perugia: comunicato stampa

AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA : CONTROLLATI E CONTROLLORI. Il giorno 18 luglio tutta al stampa nazionale riportava con grande clamore gli  sviluppi di una inchiesta che riguarda i dipendenti dell'Azienda Ospedaliera  di Perugia.

Un primo filone d'indagine ,culminata con alcuni arresti riguarda dipendenti  che avrebbero fatto timbrare il proprio cartellino magnetico ad altri  colleghi mentre erano assenti,l'altro interessa due medici apicali che  avrebbero richiesto denaro per prestazioni di carattere medico. Negli ultimi anni le indagini delle varie procure e le inchieste  giornalistiche  che hanno riguardato il sistema sanitario nazionale sono state  numerose,portando alla luce un quadro di illegalità preoccupante,che non si  limita al problema dell'assenteismo non giustificato,ma interessa anche la  gestione degli appalti ed acquisti e le condizioni di lavoro del personale sanitario  che opera spesso senza gli opportuni riposi previsti,vessato dal mobbing e  dalla mancata applicazione delle norme a tutela della salute e sicurezza. Tutto questo incide inevitabilmente sulla qualità delle prestazioni  assistenziali. Noi riteniamo che sia possibile risolvere i grandi problemi della sanità italiana anche procedendo come in paesi più civili. In Francia,  i manager delle strutture pubbliche sono formati per tale compito di direzione attraverso scuole specifiche,mentre da noi mancano,e si procede con le nomine politiche che normalmente si riducono ad una spartizione dei posti disponibili. Le polemiche successive al caso "Perugia"hanno trovato grande risalto sulla  stampa nazionale.Molti opinionisti chiedono che accertate le responsabilità si proceda contro i colpevoli,e noi condividiamo appieno,ma il nodo della vicenda è un'altro :

Chi doveva controllare ? Il dipendente della struttura ospedaliera incorre in una serie di  controlli,prima il tabulato provvisorio,corretto insieme al coordinatore,poi lo stesso tabulato torna all'ufficio personale,per ulteriori verifiche poi torna al dipendente. Inoltre esiste un ufficio referente per le professioni,numericamente nutrito,che ha il compito  di occuparsi di molteplici problemi organizzativi delle professioni sanitarie non mediche. Esiste poi una direzione medica. La direzione del personale,in conseguenza dei fatti accaduti ha stilato un nuovo regolamento aziendale che prevede la firma doppia,del coordinatore del reparto o servizio e del primario sul tabulato che attesta le presenze del dipendente ed anche in caso di richiesta ferie. Riteniamo che queste disposizioni siano incompatibili con la legge 251 del  2000 che istituisce le professioni sanitarie e ne determina la loro autononia ed inoltre aumenta le procedure burocratiche che ogni dipendente deve quotidianamente sopportare. Sovrapporre le competenze non risolve i problemi a cui va data risposta. Il vero problema è accertare l'efficacia dei controlli,i punti deboli,verificare le responsabilità,e procedere alle modifiche necessarie. Riteniamo che l'efficacia di una struttura importante come l'ufficio delle professioni debba essere valutata non solo dalla direzione aziendale e dalle organizzazioni sindacali ma anche da una rappresentanza di professionisti  sanitari (infermieri, tsrm, tecnici  laboratorio, fisiot.ect ) che si si confrontano quotidianamente con le più diverse problematiche assistenziali ed  organizzative. Senza l'adozione di questa procedura risulta improponibile il nostro consenso  a qualsivoglia forma di incentivazione per i livelli di coordinamento.

Inoltre riteniamo che lo stesso ufficio debba avere una struttura più snella che preveda un tempo massimo per la durata in carica dei singoli coordinatori, Il grande senso di responsabilità con cui opera la stragrande maggioranza degli operatori sanitari,il cui stipendio grazie ai pessimi rinnovi contrattuali,non ripaga l'oneroso impegno psico-fisico,è una garanzia per i cittadini che afferiscono alla struttura.

 

SLAI - COBAS     PERUGIA