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RSU 2005-2007: UNA GESTIONE “OCULATA” - SLAI Cobas Regione Lombardia

RSU 2005-2007: UNA GESTIONE “OCULATA”

Nello stendere un bilancio dell’attività 2005-2007 dell’RSU e della gestione da parte dei confederali e della Cgil in particolare viene spontaneo riferirsi agli ultimi avvenimenti: l’accordo discriminatorio sulle progressioni orizzontali (Peo) in primis, con l’esclusione del 41% dei D5 mediante la previsione di una graduatoria assente nelle altre Peo, oltrettutto basata su di un sistema di calcolo del punteggio che favorisce chi già riceve molto (i quadri, o PO che dir si voglia) a scapito degli altri.

Ma altrettanto grave è aver accettato per tutte le Peo di far dipendere un (pur misero) incremento economico dai voti ottenuti con un sistema premiante caratterizzato dall’arbitrio dirigenziale e, non contenti, aver sottoscritto la discriminazione dei lavoratori colpiti da provvedimenti disciplinari. La concertazione sui D5 ha incluso lo scambio pre-elettorale fra un acconto sul premio incentivante 2008 e la proroga tombale (nel nuovo contratto nazionale probabilmente scompariranno) delle indennità attribuite con criteri affatto trasparenti.

Non bisogna però fermarsi a questi ultimi accordi.  Basti accennare ai criteri per il nuovo bando telelavoro, modificati senza confronto sindacale; al piano triennale sulla formazione, scatola vuota su cui si doveva attivare una trattativa mai partita; all’accordo che prolunga all’infinito la risoluzione del problema categoria A; ai progetti di esternalizzazione mai portati in trattativa e in alcuni casi eseguiti sulla testa dei lavoratori.

Di fronte all’offensiva dell’amministrazione, volta ad una nuova riorganizzazione della struttura regionale e all’ennesima riduzione di personale, perseguite mediante una svolta autoritaria nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e la marginalizzazione delle rappresentanze sindacali, la maggioranza dell’RSU, ovvero la sua parte confederale (Cgil-Cisl-Uil) è apparsa inerte, se non connivente. Se alcuni settori confederali appaiono infatti completamente interni alle logiche politiche della giunta, gli altri ne sposano comunque le ideologie ( e pratiche) di differenziazione dei dipendenti, in applicazione convinta delle politiche sindacali nazionali (vedi l’ichinismo dei “fannulloni”).

Con questa ottica si possono leggere più agevolmente fatti altrimenti “incomprensibili”: la passività della maggioranza Rsu nei confronti degli attacchi della giunta a diritti acquisiti dei lavoratori, alla salute (circolare unilaterale sui permessi per visite e terapie), alla gestione del proprio tempo di vita (circolare sulle ferie) e al restringimento dell’agibilità sindacale mediante riscrittura unilaterale degli accordi in merito alle relazioni sindacali, con corollario di provvedimenti disciplinari attivati nei confronti dei delegati scomodi, guarda caso facenti parte di componenti estranee a questa gestione disastrosa, fra cui lo SLAI Cobas. Anche dopo la mancata applicazione di accordi recenti (vedi progressioni verticali mediante graduatorie

Di più: i confederali hanno applicato in questi anni un progetto di svuotamento e marginalizzazione del ruolo contrattuale e di tutela proprio della Rsu. Il consiglio si è riunito raramente; le linee strategiche sono state elaborate fuori da esso; addirittura negli ultimi sei mesi le trattative sono state gestite dalle segreterie confederali, con l’esecutivo Rsu ridotto al ruolo di spettatore. Il progetto va oltre, puntando a spostare il confronto sulle politiche occupazionali verso il sistema regionale allargato (concetto piuttosto indefinito), con l’attivazione di un tavolo che esclude le Rsu della Regione e dei vari enti, e portando il confronto a livello di segreterie di confederali +autonomi.

In questo quadro la presenza dello SLAI Cobas nell’Rsu è stata fondamentale per smascherare e denunciare le malefatte dei confederali e tenere vivo il confronto con lavoratrici e lavoratori, che ha portato alle mozioni votate nelle assemblee di fine 2006, poi disattese dalla maggioranza della Rsu.

Solo riprendendo nelle proprie mani l’azione e (se possiamo osare) la lotta per la difesa delle proprie condizioni lavorative ed economiche  i lavoratori possono modificare i rapporti di forza con l’amministrazione e dentro le proprie rappresentanze.

Solo dando forza alla delegazione dello SLAI Cobas dentro all’Rsu avranno la possibilità di veder rappresentati i propri bisogni e rivendicati i propri diritti all’esterno di qualsiasi compatibilità con le logiche politiche e di burocrazia sindacale. 

 

19-22 novembre 2007 elezioni RSU

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SCIOPERO GENERALE

Contro l’accordo sindacati-Governo-padroni su precarietà, welfare e pensioni